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James Conlon

Come un vero gentiluomo, si presenta James Conlon, cordiale, alla mano ed estremamente raffinato. Il maestro che domenica 16 gennaio all’Auditorium Paganini dirige la Filarmonica Toscanini, stupisce  mentre racconta  delle sue attività non solo  legate alla direzione d’orchestra ma anche di vero e proprio cultore di alcuni periodi della storia delle musica.

Tra i miei principali interessi, vi è sicuramente quello per i compositori della cosiddetta “musica degenerata”  che io dico ‘soppressa’ per ragioni politiche e razziste, trattandosi di ebrei o semplicemente di musicisti invisi al nazismo che ha fatto sparire le loro creazioni e alcuni volte stessi. Questo costituisce un grande vuoto culturale. Vi consiglio di leggere in internet le informazioni sulla Fondazione Orel da me istituita, non per chiedere soldi ma proprio per far conoscere  questi musicisti alcuni dei quali sono geniali come Franz Schreker, di cui  eseguirò la bellissima Kammersymphonie. Quello che si legge nel sito l’ho trovato io e scritto io: l’ho cercato 10-15 anni fa proprio per dare informazioni a quelle persone che  desiderano sapere di più in merito alle storie di 24 musicisti che subirono il tragico destino di essere perseguitati dal fascismo.

Quando le è nata questa passione?

Mentre ero in Germania a Colonia dove ho scoperto la musica di uno di questi: Alexander Zemlinsky, per me assolutamente geniale. Ho pensato al vuoto enorme creatosi a livello culturale in seguito e ho pensato che era intollerabile che si continuasse a fare finta di nulla. Il disastro delle guerra è anche questo: la cancellazione di capolavori artistici di grande valore compresa la memoria degli autori. Tra l’altro uno come Schreker, grande operista, era una celebrità a suoi tempi, essendo riverito poi osannato. In quanto ebrei, quando i nazisti andarono al potere, venne destituito dall’incarico di docente a Berlino, emarginato per farne perdere ogni traccia. Lui né morì per questo.

Il suo è un interesse storico dunque

Certo, ma anche e soprattutto culturale: per ridare alla storia della musica un capitolo molto importante. Il motivo non è tanto ‘politico’, anche se la presenza di questo brano in un concerto che ricorda l’anniversario della morte di Toscanini si potrebbe collegare anche con la sua figura di uomo schierato contro la dittatura e i soprusi, capace di prendere posizioni risolute con manifestazioni di aperto dissenso. A lui dedico espressamente il bellissimo Adagio di Barber, brano celeberrimo che  fu adattato dallo stesso autore per orchestra d’archi, proprio su consiglio di Toscanini stesso.  Un sottile quanto evidente legame di questo pezzo e della Kammersymphonie, entrambi pervasi da una struggente malinconia, è Mahler dal quale Schreker prese  il modo d’orchestrare così pregnante e ricco di colori.  Io noto un momento nella parte finale  della Kammersymphonie in cui suonano pianoforte, arpa celesta, harmonium, in un atmosfera sensuale, che assomiglia inaspettatamente ad un momento  all’ottava Sinfonia di Malher, la sinfonia dei mille. Egli inoltre faceva parte della cerchia di Schoenberg del quale per altro diresse in prima assoluta i Gurre Lieder.

E la scelta dei brani di Dvorak da che cosa è data?

Dvorak, a mio parere, è un grande compositore, ingiustamente trascurato. In particolare questo ciclo: Natura, vita e amore al quale sarebbe più giusto dare il titolo di poema sinfonico Non si ascolta mai per intero nelle sue tre parti comprendenti i tre brani: Nel regno della natura, Karneval e Othello. Di questi molto conosciuto è il Karneval che comunica tanta allegria.

Come si trova con la Filarmonica Toscanini?

Molto bene e si vede che ha voglia di fare bene e seriamente. Poi sono felice di dirigere in questi luoghi ricchi di tradizione musicale.