“Una bella orchestra è la Filarmonica Toscanini, piena di amici che conosco da vecchia data tra cui, la ‘spalla’ Mihaela Costea che ho conosciuto quando tra il 1990-91 studiavo all’Accademia Stauffer di Cremona; siamo stati compagni di scuola. L’ho vista in una ‘grande’ forma professionale. Sono felice di questo, come anche di ritornare a suonare a Parma davanti a quel meraviglioso pubblico dell’Auditorium Paganini” – commenta soddisfatto Sergej Krylov alla vigilia dell’appuntamento di Nuove Atmosfere a Parma, il 21 maggio nel quale il violinista russo , diretto da Asher Fisch, si cimenta nel Concerto op.77 di Brahms.
“E’ un concerto, quello di Brahms, che segna l’apice della letteratura violinistica. La partitura si presenta ricchissima, immensa tanto che assomiglia più a una sinfonia che a un concerto. Mi piace molto suonarla e soprattutto spero di essere ‘convincente’ per il pubblico. Lo amo come gli altri concerti con l’orchestra, perché non esprimo preferenze, la musica mi piace tutta. E poi, ripeto, amo molto suonare con l’orchestra ”.
Krylov è nato a Mosca, dove ha cominciato a studiare lo strumento ma, come sottolinea con forza, “la mia ‘istruzione’ è europea e in larga parte anche italiana. Vivo e lavoro a Cremona, una bellissima città. Del resto è così tutta l’Italia. Basta parlare in termini negativi! Da molto tempo si ascoltano solo brutte cose su questo paese. In realtà qui mi trovo benissimo ed il popolo è stupendo. Quando venni in Italia per la prima volta sono stato folgorato, come è stato molto proficuo lo studio alla Stauffer con Salvatore Accardo, grande maestro italiano: ritengo che il suo disco di molti anni fa uscito per la ‘vecchia’ Deutsche Grammophone dei “24 Capricci di Paganini” debba essere considerato ancora come una vera Bibbia per un violinista. |